Artigiani della genitorialità – 2

Artigiani della genitorialità

Come adeguare scelte e interventi educativi.

La cura della prole è paragonabile al lavoro dell’artigiano; in primis è importante la passione, l’attitudine e la visione delle caratteristiche individuali dei propri figli, cogliere le differenze di temperamento per rispondere ai loro bisogni.

Ogni individuo nasce con una serie di aspetti congeniti e innati non mediati dalla cultura che determinano la spinta ad agire in diversi modi; chi ha due figli o conosce dei fratelli, o addirittura dei gemelli, avrà notato che pur essendo cresciuti nella stessa famiglia con le stesse norme e valori genitoriali avranno un temperamento diverso magari uno sarà più riflessivo l’altro più istintivo, un neonato magari sarà più tranquillo e dormirà di più, un altro invece avrà bisogno di stare più in braccio alla mamma per dormire.

Secondo la prospettiva di Kernberg la personalità dell’individuo risulta dall’insieme di

  • Temperamento: modalità stabile nel tempo legata alla genetica e alla biologia di rispondere ed agire agli eventi, banalizzando può essere riassunto in “Lui è fatto così”.
  • Il Carattere: risposte comportamentali che si ripetono in situazioni più o meno simili, riassunto in “sei sempre il solito”
  • Sistemi integrati di valori: come si impara a relazionarsi con il mondo esterno, questo dipende dalle richieste, libertà e proibizioni che diventano i principi etici e morali su cui si basa il comportamento. Possiamo riassumerlo in “Non toccare il fuoco sennò ti bruci” o “quando si attraversa la strada si sta attenti alle auto”
  • L’intelligenza: il potenziale delle facoltà cognitive che consentono di pensare; giudicare, comprendere o spiegare fatti e azioni, adattandosi all’ambiente.

Fondamentale per l’artigiano genitore è quindi comprendere con che tipo di materiale deve lavorare, se con il legno, con il ferro oppure con il marmo o con la creta.

Risultano importanti, quindi, i “sistemi di valori integrati”, cioè i messaggi educativi che diamo ai nostri figli perché è lì che dobbiamo lavorare, e lì che imparano a sperimentare il mondo.

Va da sé che un neonato avrà bisogno di stare in braccio per sentirsi sicuro, un bambino di 2, 3 anni avrà bisogno di sapere che la mamma, anche se andrà via per andare a lavoro o fare la spesa, ritornerà quindi più il bambino cresce più si differenziano i bisogni e le esigenze, importante risulta “adeguare scelte e interventi educativi all’individualità del figlio.

Per sintetizzare ecco i 2 punti per predisporsi al lavoro genitoriale:

2.  Conoscere vostro figlio e “individualizzare la relazione”.

3.  Adeguare le scelte e gli interventi educativi all’individualità.

Con l’impegno si migliora Psi-cura-mente.

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