Affrontare il cambiamento riconoscendo le emozioni

Affrontare il Cambiamento, Dr. Orazio Danny Perna Psicologo


Come le emozioni aiutano il cambiamento.


Quante volte a seguito di cambiamenti vi siete sentiti a disagio con i vostri pensieri, pensieri spiacevoli che si accavallano e che ci portano a soffrire e a sentire una sensazione di squilibrio, sicuri di provare qualcosa che nessuno potrebbe mai capire.


Un po’ come nel film “inside out”, dove la protagonista, a seguito dei cambiamenti dovuti al trasferimento in un’altra città, viene sconvolta dal contrasto tra un passato perfetto ed un presente inaccettabile. 

Come in ogni storia di vita il cambiamento destabilizza il mondo interiore, nel film le emozioni, paura, rabbia, tristezza, disgusto e gioia si alternano per prendere il comando del mondo interiore della protagonista, ma finiscono per cancellare i vecchi ricordi, spegnere le aree della personalità e smarrire l’identità. Solo quando tutte le emozioni riescono a lavorare insieme ed integrarsi lasciando ad ognuna la possibilità di esprimersi, può riuscire ad attraversare il cambiamento, ad accettarlo e sviluppare strategie per fronteggiarlo.


Spesso fatichiamo a riconoscere, comprendere ed accettare le emozioni che scaturiscono dal cambiamento, dal passaggio da un passato felice ad un presente incerto, pauroso, infelice. Cerchiamo di soffocare le emozioni spiacevoli, tentando di ripristinare un passato gioioso, cancellando il cambiamento o eliminando le emozioni che proviamo ignorandole, facendo finta che non ci siano cosicché prima o poi tutto cambi o torni come prima. In ogni caso rifiutiamo la realtà o noi stessi, come se non ci riconoscessimo più davanti allo specchio.


Lacan nella sua Teoria dello specchio spiega come si sviluppa l’identificazione del sé nel bambino, attraverso tre fasi che intervengono per acquisire un immagine di sé unitaria e definita. 

Nella prima fase guardando lo specchio, il bambino non riconosce se stesso, ma qualcosa di sconosciuto, diverso da sé; 

Nella seconda fase è in grado di riconoscere l’immagine ma la percepisce solo come immagine non reale; 

Nella terza fase riesce a riconoscersi nell’immagine riflessa, a comprendere la propria identità così formata. 


Non è forse quello che spesso viviamo noi adulti difronte al cambiamento o ad un trauma? 

Quante volte parlando con noi stessi ci siamo detti “Non mi riconosco più”, “Vorrei tornare indietro e fare scelte diverse”, quante volte abbiamo fatto finta che tutto andasse bene per non ascoltare la vocina dentro la nostra testa che ci ricorda che “no, non va tutto bene”. 

Purtroppo evitare di guardarsi allo specchio o provare a tenere gli occhi chiusi non aiuta a risolvere il problema, ma solo a posticiparlo. 


Sembra fondamentale quindi prendersi un appuntamento con se stessi per conoscere la propria identità. Il lavoro dello psicologo sta nel prendersi cura, comprendere, saper essere e “saper restare” nella sofferenza dell’altro, offrire la possibilità di essere capiti, cerca di prendere per mano e accompagnare davanti allo specchio in cui ci si vede deformi, aiutando pian piano a modificare il modo in cui vediamo l’immagine riflessa, integrando ognuna delle nostre emozioni. 


Per sintetizzare ecco i 3 punti per predisporsi ad affrontare il cambiamento: 

1.  Non soffocare le proprie emozioni

2. Imparare a condividere la propria sofferenza 

3. Saper chiedere aiuto


 Con l’impegno si migliora Psi-cura-mente.

Affrontare il Cambiamento, Dr. Orazio Danny Perna Psicologo